mercoledì 4 gennaio 2017

LIBERTA', MARE E FREDDO

Molto spesso succede nella vita che ognuno di noi tenda a trascurare oppure a dare per scontate quelle cose belle che abbiamo attorno a noi, come se tutti quei piccoli e grandi privilegi offerti dal nostro destino siano una sorta di atto dovuto. E invece no, manco per il cazzo (come dicono i dotti ed i sapienti).
Come diceva quel vecchio detto "chi prigionia non prova, libertà non apprezza".
Giusto per fare un esempio propedeutico a dimostrare quanto detto in precedenza, un detenuto si accorgerà di quanto sia bella ed importante la propria libertà di movimento e di azione nel momento stesso in cui ne viene privato.
Nel mio caso specifico, essendo nato ed avendo vissuto per tutta la vita (più di 40 anni) vicino al mare -  tra Catania, la Versilia e la costa apuana di Marina di Carrara - mi sono ritrovato trasportato dalle correnti del mio destino ai piedi delle Alpi (o quasi) in Lombardia, ben lontano dal suono della risacca e dalla sabbia delle spiagge.
Il clima marino era ben più mite di quello che in questo periodo tormenta le mie ossa e arricchisce di brividi inediti le mie membra ogni qual volta io non indossi sciarpa, guanti e cappellino.
Mi sono fatto una cultura enciclopedica sul freddo e sulle sue manifestazioni nella provincia di Lecco.
Che palle, però.

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