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venerdì 24 febbraio 2017

NATO PER ESSERE EROE

Beh, sì... mi piace pensare che in fondo sia così.
Questa frase era sulla copertina di un libro che aveva catturato la mia attenzione presso la libreria di un centro commerciale. Una frase così epica ha solleticato bene bene la mia anima...


giovedì 23 febbraio 2017

LA GRANDE VENDETTA

La mia ostilità nei confronti delle ingiustizie di ogni sorta affonda le sue radici in tempi lontanissimi, e manifestava i suoi primi segni importanti ed evidenti nella mia verdissima fanciullezza.
Estremamente significativo quell' episodio in cui mi ribellai apertamente contro il conformismo e l' ostracismo dei bimbi più grandi (circa 6 anni più adulti rispetto a me, che all' epoca ne avevo quattro di età). 
Ricordo che erano i tempi in cui questo gruppo di bambini - amici e coetanei di un mio cugino - amavano giocare con i giocattoli di quell' epoca (Playmobil, Micronauti, robot ispirati ai cartoni animati, etc.), ma non disdegnavano affatto di lanciarsi in progetti creativi come quello decisamente interessante di autocostruirsi delle macchinine (tipo quelle dei go-kart) a grandezza naturale, utilizzando pezzi trovati tra i rottami della discarica.
Ruote ricavate da qualche passeggino, volanti di fortuna, telai tenuti insieme dal fil di ferro e molti altri espedienti di fantasia vedevano nascere delle creazioni di design avveneristico da fare invidia a Giugiaro.
Ma il bello veniva quando quei giovanissimi birbanti prendevano posizione a bordo di quei rottami a quattro ruote e, raggiunto il punto più alto di una vecchia stradina isolata nelle campagne lì intorno, si lasciavano andare spericolatamente con le loro improbabili macchinine correndo (per forza di gravità e di incoscienza, ovviamente) facendo a gara a chi arrivasse prima al traguardo.
Ammesso che ci arrivasse, al traguardo.
Il più delle volte mi ricordo che si spalmavano sull' asfalto dopo che il proprio catorcio finiva inesorabilmente per disintegrarsi per le disumane sollecitazioni a cui era sottoposto nel corso di quella folle discesa. Bestemmie, urla di dolore ed imprecazioni di ogni tipo risuonavano (con tanto di eco) per centinaia di metri ed nei casi più gravi si doveva ricorrere alle cure delle mamme, con cerotti e alcool (quello rosso, che bruciava come le fiamme dell' inferno).
Ma dopo le prime cure le caso, inevitabilmente bisognava pagare il dazio all' ira delle madri, mediante sonori ceffoni scaricati con notevole intensità, per via degli abiti lacerati nel corso delle rovinose cadute.
Ecco, nonostante tutto questo assurdo scenario e con la concreta prospettiva di mettere a repentaglio la mia incolumità, ero straordinariamente affascinato da queste gare clandestine artigianali.
Peccato che questa piccola comunità di giovani banditi fanciulli non mi volesse tra i coglioni, adducendo la risibile giustificazione che io fossi troppo piccolo e pertanto rischiassi di farmi del male.
Ma il loro ostracismo e la loro ipocrisia non facevano altro che alimentare i miei propositi di vendetta ed innaffiare i teneri germogli del male che affioravano in me nonostante la verdissima età, e piano piano rafforzai in me la convinzione che avrei dovuto dare un segno tangibile del mio disagio, esprimendo in maniera evidente tutto il mio dissenso.
E venne il giorno della grande vendetta.
Dopo avere studiato per giorni e giorni le loro abitudini, realizzai che quella ciurma di stronzi bambini si radunava solitamente presso un muretto nelle vicinanze del garage di uno di essi.
 Questo piccolo muro - al di sotto del quale, a valle, si trovava una fossa di un paio di metri di profondità - fungeva da panchina per i nostri fanciullini, che si appollaiavano come galline lì sopra quando volevano rifiatare tra una corsa e l' altra oppure semplicemente per scambiare due chiacchiere tra di loro.
Con grande lucidità, mi avvicinai a loro manifestando una finta indifferenza - per non metterli sull' allerta - e mangiucchiando con gusto una merendina appena presa a casa di mia zia; ergo, mi avvicinai piano piano a Massimiliano (il bambino che più mi stava sui coglioni e, come potete intuire, quello che più mi era ostile) e, senza pensarci troppo, lo spinsi giù dal muretto sfruttando con successo l' effetto sorpresa.
Il poveretto cadde giù nella fossa sotto lo sguardo inorridito e sorpreso dei suoi compagni, mentre un ghigno di soddisfazione diabolica apparve sulla mia faccetta d' angelo. Missione compiuta. Che vi serva da lezione.
Per la cronaca, a parte qualche bel livido ed il fisiologico spavento, quel bambino non ebbe danni permanenti dalla caduta nel burrone non si fece troppo male, ed io me la cavai con un semplice rimprovero senza sculaccioni (in fin dei conti, ero un bambino di appena quattro anni).
Ma la soddisfazione per avere bevuto il dolce sapore della vendetta fin da quei tempi lontanissimi, è vivo tuttora.


mercoledì 22 febbraio 2017

TURPILOQUIO IN CORSO

Giornata che si profila intensa e ricca di bestemmie, in quanto mi ritrovo completamente assorbito dalla fatale incombenza di un lavoretto domestico straordinario - simpaticamente commissionatomi come sempre dalla mia compagna - che consiste nella rimozione del vecchio e sporco silicone dai bordi del piatto doccia del bagno. Ovviamente, qualche testa di minchia che precedentemente era andato a operare su tale manufatto si era ben guardato dal rimuovere lo strato precedente e, coerentemente con la propria natura di testa di cazzo, ha applicato lo strato nuovo di silicone sopra quello vecchio, in maniera da creare un maxi-sedimento blindato che il sottoscritto andrà a rimuovere suo malgrado.
Previo acquisto di prodotto specifici per la rimozione del silicone più indurito, ho trascorso le prime ore del mattino a contemplare tutte le combinazioni possibili tra i santi e le varie classi dei mammiferi, ispirato profondamente nella mia opera dalla goccia che mi cadeva ritmicamente sulla schiena mentre me ne stavo accucciato (con le ginocchia incrociate, per motivi di spazio, a mo' di Budda) sopra il piatto doccia e scrostavo il vecchio silicone con un taglierino.
E siamo appena all' inizio. Tappatevi le orecchie, se non volete sentire il turpiloquio....


martedì 21 febbraio 2017

ALLA MODA SENZA ROVINARSI

In tempi di crisi, bisogna risparmiare un po' su tutto. Ma questo non significa necessariamente rinunciare ad essere ridicoli trendy, fashon, alla moda.
Volete un piercing ultra-originale e raffinato, senza correre il rischio di incorrere in antipatici inconvenienti tipo infezioni virali, epatite, decessi improvvisi, etc. ?
Semplice: basta usare la maniglia (possibilmente rotta) del cassettino della scarpiera e farete un figurone in ogni occasione, dai colloqui di lavoro agli appuntamenti romantici, passando per le cerimonie e tutte le occasioni mondane. Voilà!


OVERDOSE DI PATATE

Ieri pomeriggio avevo pelato un po' di patate per la cena, ma mi sa tanto che la quantità è un po' esagerata, considerando che teoricamente si trattava di un pasto per due persone...


IL RITORNO DELL' EROE

Eccomi qua in tutto il mio splendore, appena reduce dalla vittoriosa campagna militare in Merdistan, dopo avere trionfalmente recuperato il carico di vasetti di Nutella  e succhi di frutta  trafugati dai terroristi di Al-Kebab durante l' assalto ad un convoglio umanitario in Kosovo (o in Brianza, non ricordo).



lunedì 20 febbraio 2017

NON C'E' PIU' VERGOGNA

Essendo una creatura estremamente complicata pur nella sua semplicità, una sorta di ossimoro vivente, pur cosciente e consapevole di tutte le implicazioni che questo comporta, quasi sempre cerco di capire la vita, prima ancora di viverla. Sì, non mi basta vivere. Voglio anche capire.
Poi mi guardo intorno e cerco di capire come abbia fatto a dissolversi nell' arco di appena quattro decenni un mondo meraviglioso fatto di semplicità e valori intuitivi, apparentemente immortali.
Lavando i piatti dopo il pranzo domenicale, leccandomi silenziosamente le ferite ed con il dolore straziante per la perdita di mia madre inesorabilmente ancora vivo nel petto (non è passato ancora un mese), ho avuto una sorta di lampo improvviso nella mente e nel cuore.
Una specie di illuminazione fortissima, che mi ha lasciato perplesso.
Ho realizzato che uno dei più grandi doni che mi ha lasciato mia madre è stato sicuramente il senso della "vergogna", ovvero quella sensazione fortemente autocritica ed autopunitiva che subentrava in me qualora io infrangessi una qualsiasi delle regole del buonsenso e della nostra quotidianità, fin dalla mia più tenera età.
Questo mi ha accompagnato tutta la vita e probabilmente cesserà quando anche la mia esistenza terrena verrà archiviata, però la sua presenza mi rassicura e mi conforta, essendo la sua esistenza una sorta di garanzia assoluta nei confronti del prossimo: finchè esiste il senso della vergogna - e fin tanto che viaggia sottobraccio e accompagnato ad una ferrea morale basata sul rispetto dei valori altrui - questo comporterà scientificamente che mai e poi mai potrò fare del male a qualcuno. Una sorta di sintesi delle tre leggi della robotica narrate nell' universo fantascientifico di Asimov.
Questo piccolo grande spunto di riflessione mi consente di appurare quanto si sia attenuato - ed in certi casi addirittura estinto come i Dinosauri nel Cretaceo - il senso della vergogna e del pudore minimo nella vita di oggi giorno.
A cominciare dai criminali, che non si vergognano di certo e tanto meno possano mostrare segni sinceri di un provvidenziale pentimento che porti ad una pulizia interiore della propria anima, per finire ai politici, che rappresentano in moltissimi casi una sorta di sottocategoria della precedente.
Non c' è più vergogna. E non è un semplice modo di dire.
Fateci caso anche voi...