lunedì 16 ottobre 2017

AMERICAN SNIPER

Di recente ho finito di leggere il libro che ha ispirato il film "American Sniper" di Clint Eastwood. Non mi è dispiaciuto, nonostante non fosse uno dei capolavori della letteratura o un testo da tramandare alle future generazioni. Ma la descrizione accurata delle ambientazioni e degli scenari era uno dei punti di forza nella narrazione. Non male...


giovedì 12 ottobre 2017

IL SIGNORE DELLA PEPERONATA

La vita è dura, ma una bella peperonata preparata con i giusti ingredienti aiuta sicuramente a godere appieno dei piaceri dell' esistenza!



IL VOLTO CANINO DELLA PIGRIZIA

Se esiste un volto canino della pigrizia, senza dubbio sarebbe questo! Beata te, Scarlet.... nemmeno i carabinieri o l' esercito riuscirebbero a spostarla da quella poltrona!


mercoledì 11 ottobre 2017

IL SENSO DELLA VITA: SIAMO TUTTI PICCIONI

Ieri pomeriggio, prima che il crepuscolo preserale scendesse sulla città, mi sono imbattuto in un povero piccione che non riusciva a riprendere il volo. Quella povera creatura non ne voleva proprio sapere di spiccare via verso l' infinito cielo, e tutto ciò faceva intuire che avesse qualche ferita o comunque problemi che ne pregiudicavano lo stato di salute.
Curiosamente, in quei momenti qualcosa dentro di me mi ha fatto dimenticare che il risotto al sugo con carne di piccione era uno dei miei piatti preferiti - al punto che mia madre me lo preparava immancabilmente quasi ogni domenica - e mi sono adoperato subito per cercare di salvare la vita di quel volatile indifeso.
Mi sono ricordato che qualche tempo addietro mi ero annotato un numero pubblico dedicato alle emergenze sanitarie dedicate agli animali, e quindi ho subito chiamato senza indugi.
Ebbene, per farvela breve, è iniziata una serie lunghissima di rimbalzi tra uffici pubblici, numeri di emergenza, enti convenzionati, associazioni, etc. che mi vedeva interloquire con forze dell' ordine, veterinari, guardie giurate, guardiacaccia ed altre persone varie prima di dovermi arrendere all' evidenza.
In breve, mi hanno spiegato che in fin dei conti i piccioni non erano una specie di volatili di particolare pregio che valesse la pena di un intervento ma, anzi, costituivano paradossalmente un problema per il loro impatto all' interno delle città, sporcando e creando altri disagi. Chi glielo faceva fare di macinare chilometri per salvare un piccione? Tanto avrei fatto meglio a lasciarlo a sè stesso, liberarlo in un' area dismessa e lasciarlo al suo destino, che la natura facesse pure il suo corso...
Se da una parte finalmente ho capito la logica che muove queste cose, d' altro canto non posso negare una bruttissima sensazione di rabbia ed impotenza, che mi ha dato motivo per maledire una buona parte dell' umanità, mentre lasciavo che quel povero piccione si dirigesse verso un triste destino, con un' ala probabilmente spezzata e poche speranze di potercela fare.
In bocca al lupo (o al cane randagio, fai un po' tu...) , amico mio.
A questo punto, è inevitabile pensare che anche tra noi umani succeda qualcosa di simile: alcune specie sono più pregiate(?????) di altre, mentre tutti gli altri sono inutili piccioni, e che vadano pure a farsi fottere...






lunedì 9 ottobre 2017

LE FOTO DI UN PAIO DI SETTIMANE FA

Come detto, un paio di settimane fa ero nella mia Toscana, ospite di mia sorella a Pietrasanta, ed ho approfittato dell' occasione per andare a trovare le mie figlie a Marina di Carrara.
Con la speranza di potere tornare presto definitivamente in Toscana.


























venerdì 6 ottobre 2017

MAMMA...

Chi segue con affetto il mio blog, sa benissimo quanto le ultime annate siano state ricche di disastri tali da far sembrare una catastrofe ferroviaria un rinfresco tra parenti dopo la prima comunione del nipote più piccolo.
Tra le tante sciagure recenti, non posso esimermi dal citare la prematura scomparsa di mia madre Angela, venuta a mancare lo scorso gennaio.
Beh, qualcuno avrà sicuramente notato che, in quei tristissimi giorni in cui era avvenuta la tragedia, non mi sono sentito in grado di scrivere quasi niente in merito, oltre alle poche parole di circostanza. E tutto questo blocco interiore è durato tantissimo, probabilmente è ancora in corso anche se si è leggermente attenuato quel tanto che basta per poter cominciare ad affrontare questo dolente argomento. Non è facile per niente elaborare un lutto, figuriamoci quando si tratta della morte della mia mamma. Già, perchè è proprio il caso in cui viene a collassare tutto l' universo che ti circonda, quella forza creatrice che ti ha letteralmente messo al mondo e con la quale hai viaggiato nello spazio e nel tempo per 40 anni della tua vita.
Non è semplice descrivere mia madre, anche se ovviamente il sottoscritto ne conosceva praticamente ogni sfumatura caratteriale. La mia cara mamma era simile al mare, con i suoi capricci ed i suoi repentini cambiamenti di umore; oppure come il cielo, capace di regalarti la grazia di un azzurro meraviglioso e splendente e, quando meno te lo aspetti, trasformarsi in un tempestoso scenario di bufera e tempesta.
Mia madre era siciliana di Catania ed era orgogliosissima delle sue origini, un legame assolutamente viscerale con le proprie radici ed i propri parenti lontani, dopo il trasferimento in Toscana seguendo mio padre, appena sposato. Era la seconda metà degli anni '70 del secolo scorso, un periodo lontano nel tempo e nella memoria per molte generazioni. Non si era trattato affatto di una bazzecola, lasciare la propria città e la propria regione e spostarsi di oltre 1200 km. La nostalgia e la mancanza dei suoi genitori era una morsa costante che le si stringeva attorno al cuore, e non erano di certo i tempi dei social network: era invece l' epoca dei gettoni telefonici  e delle interurbane costosissime, senza piani tariffari su misura. No, ricordo bene le tante lacrime amare che lei versava ogni volta che riappendeva la cornetta del telefono: provavo un senso di pietà infinito, oltre all' ovvio amore filiare per lei... 
(continua)



PILLOLE NEGATIVE

ALLARME SPOILER!

Quello che segue è un pensiero estremamente pessimista e negativo: se non volete farvi calamitare da una doccia di pensieri cattivi, passate oltre. Senza rompere i coglioni.



Ergo, se proprio avete deciso di darvi una mazzata sui coglioni (o sulla patata, a seconda del genere), godetevi queste mie pillole di malumore funesto e cimiteriale.
In fondo, il bello della vita è che è limitata: dalla più corta alla più lunga, è fuori da ogni ragionevole dubbio che tale fenomeno naturale sia caratterizzato da un inizio e, soprattutto, da una fine.
Il sottoscritto - che si trova a bordo di questo cazzo di treno metaforico che viaggia nel tempo e nello spazio da più di 41 anni - va a palesare tutto il proprio biasimo nei confronti di quella troia della dea bendata, che va a beneficiare sempre i soliti stronzi ed ignora coloro i quali ne avrebbero maggiormente bisogno. Vaffanculo, stronzona!